Il Museo del Circo

Carovana

Il Museo e Centro di documentazione, interamente dedicato all’arte circense, è a disposizione di quanti per semplice curiosità o per interesse professionale, abbiano la necessità o la volontà di intraprendere un percorso di studio e approfondimento sul mondo del circo, aperto a visite guidate di bambini, scolaresche, appassionati e curiosi.

Il reperimento, il mantenimento e la catalogazione, sono divenuti oggi elementi improcrastinabili per permettere la conservazione di una memoria storica altrimenti a rischio d’estinzione.

In due Carovane d'Epoca, provenienti dal circo svizzero Knie e passate poi a quello di Nando Orfei, trovano posto vecchi attrezzi, costumi e cimeli appartenuti ad alcune delle famiglie più importanti della storia del circo.

Knie

Il Museo è diviso in due carovane, una dedicata ad "Alberto Sforzi" ed una ai "Fratelli Rossi".

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Carovana "Alberto Sforzi"

Costumi Museo

In questo spazio, dedicato ad "Alberto Sforzi", il visitatore avrà la possibilità di ripercorrere la storia di tutte le figure di artisti che lavorano nel circo. Trapezisti, Cavallerizzi, Addestratori, Giocolieri e Prestigiatori.

Ogni angolo è riservato ad una disciplina in particolare e di ciascuna ne vengono spiegate le caratteristiche attraverso video, "strumenti del mestiere", manifesti e locandine.

Autografi originali e costumi di scena appartenuti ad importanti artisti circensi, tra cui quello di un trapezista comico del "Trio Barroy" del 1923, consentono a chi visita il nostro Mueseo di poter viaggiare attraverso la storia del più grande spettacolo del mondo.

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Carovana "Fratelli Rossi"

Scarponi da clown

Questa carovana è deidcata ai "Fratelli Rossi", celebre trio di clowns italiani (Vladi, Gianni e Clodo).

Trovano posto in questo spazio foto, locandine, manifesti, vecchi scarponi e alcuni autografi originali dei più celebri artisti della risata di tutti i tempi: Fratellini, Grock, Oleg Popov e Charlie Rivel.

Alcune vetrine ospitano poi tutti quei giochi che, nel tempo, si sono ispirati al circo: dai più antichi in latta, fino a quelli dei giorni nostri.

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Dove scappare per sentirsi vero, dove fuggire per non essere diverso?
E sognò il circo, realtà capovolta, mondo di uguali perchè tutti strani.

da "Cencio" di F. Guccini